giovedì 29 aprile 2010

Vangelo di domenica 02 maggio 2010





a cura di Giuseppe Paolo





Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».



Riflessioni



Il Vangelo di oggi ci trasmette il testamento di Gesù. È diretto ai suoi discepoli, turbati dalla partenza di Giuda. Ma è anche diretto ai numerosi discepoli che succedono a loro e vivono il periodo di Pasqua alla ricerca di un orientamento. Sono soprattutto essi che trovano qui una risposta alle loro domande: Che cosa è successo di Gesù? Ritornerà? Come incontrarlo? Che cosa fare adesso? Sono alcune delle domande che capita anche a noi di fare.
In fondo, il Vangelo ci dà una risposta molto semplice: è un nuovo comandamento: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati”. Ma se ci si dedica a seguire questo comandamento, ci si accorge molto presto che l’amore non si comanda. Eppure, se si è capaci di impegnarsi ad amare il proprio prossimo per amore di Gesù - come egli stesso ha fatto - si trova ben presto la risposta a parecchie altre domande. Ci si rende conto che il cammino di Gesù è un cammino di vita, per lui ma anche per molte altre persone intorno a lui.



Comincia il mese mariano :



nella parrocchia di Cancello tutte le sere nella chiesa Madre ore 18.00 santo rosario- adorazione- e riflessioni sulla Madonna



nella parrocchia di arnone comincia la peregrinatio Mariae per i poderi, ogni mercoledi sabato Don Rocco celebra la messa nei poderi



Il gruppo di preghiera da Domenica 09 Maggio recita il santo Rosario davanti la statua alle 18.00























sabato 24 aprile 2010

Vangelo di Domenica 25 Aprile 2010



Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
A CURA DI GIUSEPPE PAOLO:
Attraverso Gesù entriamo in comunione con il Padre, partecipiamo alla vita trinitaria. I pericoli esterni non ci turbano: dobbiamo temere soltanto il peccato che ci seduce a trovare altre vie, lontane dal percorso del gregge guidato da Gesù. La nostra personale fedeltà alla voce del Pastore contribuisce all’itinerario di salvezza che la Chiesa guida nel mondo, e da essa dipende la nostra felicità.Gesù è il buon pastore, c prende per mano e ci conduce ai apscoli della vita, ci riempie di dolcezza e un suo sguardo ci perdona le nostre iniquità.


MARTEDI NELLA CHIESA DI CANCELLO INCONTRO DEL GRUPPO DI PREGHIERA DI SAN PIO


ORE 18.30 SANTO ROSARIO

ORE 19.00 SANTA MESSA











mercoledì 21 aprile 2010

Cancello Arnone, nasce Volontariamo insieme.






di Pasquale Leggiero

Dopo l’ultima assemblea dei soci che nella protezione civile di Cancello
Arnone che ha visto eleggere il tesoriere nella persona di Rachele Perna, si è
provveduto anche a dar vita ad un sito dei vigili del fuoco in congedo, l’
articolo di presentazione del blog recita:
Da oggi nasce un altro sito che è il presente blog. Esso nasce dalla necessità
di un mondo moderno cui viviamo. Volontariamo insieme vuole essere aperto oltre
alle delegazioni della nostra stessa associazione ma anche ad altre
associazioni che non perseguono scopi di lucro. Inoltre è aperto a chiunque
volesse pubblicare le proprie iniziative di volontariato, infine ad evitare
etichettature politiche , questo sito non pubblica iniziative politiche. Nel
lontano 1995 a Cancello Arnone si riunì un gruppo di persone per dar vita ad un
associazione di volontariato e protezione civile e scelsero di aderire ad un
sodalizio nazionale dal nome : Vigili del fuoco in congedo e diedero vita alla
delegazione di Cancello Arnone. Nel settembre dello stesso anno l’
amministrazione comunale con apposita delibera di giunta riconosceva la cellula
cancellese, protezione civile del posto. Col passar del tempo non sono mancati
altri riconoscimenti come quello regionale, dipartimentale e iscrizione alla
fivol. Quel gruppo del 95 è cresciuto giorno dopo giorno e ingrandito la
delegazione. Certo non sono mancati e forse non mancheranno mai momenti di
difficoltà, ma noi siamo tutta una famiglia e le cose ci piace affrontarle
discutendone tutti insieme. Alla nostra guida, nel bene e nel male, ci sono
passati ben quattro presidenti ed essi sono: Crescenzo (detto Enzo)
Cacciapuoti, Maurizio Di Puorto, Nicola Contiello e l’attuale Giovanni Di
Gennaro. A quindici anni dalla nostra costituzione sentiamo il bisogno di
interagire con voi con etiche moderne , ecco perché nasce:
http://www.
volontariamoinsieme.blogspot.com/ per poter pubblicare le vostre iniziative di
volontariato, basta scriverci a: anvfc.cancelloarnone@libero.it . Speriamo
tanto di poter interagire con tutti voi.


martedì 20 aprile 2010

Preghiera per gli ammalati del nostro paese - Gruppo di preghiera di San Pio Cancello ed Arnone



a cura di Giuseppe Paolo.



O Maria SS di Lourdes, tu che sei apparsa nella grotta di Massabielle ad una povera fanciulla, guarda con occhio materno gli ammalati del nostro paese, essi sono peccatori, ma figli tuoi desiderosi di aver un conforto da te che sei la mamma di tutte le mamme, da te che sei la salute dei malati, da te che sei la dispensatrice delle grazie. Una tua parola presso il tuo caro gesù, come facesti alle nozze di cana, e tutti i nostri ammalati sono guariti, si perchè come recita San Bernardo chiunque si è rivolto a te è rimasto. Sicuri che la nostra supplica giunga nelle mani di Dio, affidiamo a te queste care persone e le loro famiglie. O Madre cara, madre santa e Benedetta sia lodato il tuo cuore di madre e quello del tuo carissimo Gesù.


Il gruppo di preghiera di San Pio innalza fervide preghiere per gli ammalati e si unisce per lodare il signore.



"Quando sei Triste e stanco", guarda La stella invoca Maria,


"quando la navicella della tua vita è immersa nelle tempeste", guarda la stella invoca Maria,


"quando tutto è perso", guarda la stella invoca Maria.



Maria Speranza nostra, Maria ci salverà.




venerdì 16 aprile 2010

Vangelo di Domenica 18 aprile 2010




a cura di Giuseppe Paolo.



Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.



Riflessione di Giuseppe Paolo:



Sulla riva della nostra vita c'è Gesù che ci chiede di avere fiducia in lui, di gettare la rete della speranza da parte della Misericordia di Dio, è lui la nostra speranza e lui la nostra ancora che fa approdare la nostra fede nel porto della salvezza.



In questo periodo particolare per Cancello,uniamo le nostre preghiere per gli ammalati del nostro paese, affidiamoli a Maria SS di Lourdes, salute dei malati





mercoledì 14 aprile 2010

PREGHIERA PER L’ANNO SACERDOTALE



a cura di Giuseppe Paolo



Preghiamo per tutti i sacerdoti e per il nostro Caro Papa Benedetto XVI.


Signore Gesù, che in san Giovanni Maria Vianney hai voluto donare alla Chiesa una toccante immagine della tua carità pastorale, fa' che, in sua compagnia e sorretti dal suo esempio, viviamo in pienezza.


Fa' che, sostando come lui davanti all'Eucaristia, possiamo imparare quanto sia semplice e quotidiana la tua parola che ci ammaestra; tenero l'amore con cui accogli i peccatori pentiti; consolante l'abbandono confidente alla tua Madre Immacolata. quest’anno Sacerdotale.



Fa', o Signore Gesù, che, per intercessione del Santo Curato d'Ars, le famiglie cristiane divengano «piccole chiese», in cui tutte le vocazioni e tutti i carismi, donati dal tuo Santo Spirito, possano essere accolti e valorizzati. Concedici, Signore Gesù, di poter ripetere con lo stesso ardore del Santo Curato le parole con cui egli soleva rivolgersi a Te:


«Ti amo, o mio Dio, e il mio solo desiderio è di amarti fino all'ultimo respiro della mia vita.”.


Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.


Ti amo, Signore, e l'unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente.


Mio Dio, se la mia lingua non può dirti ad ogni istante che ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta tante volte quante volte respiro.


Ti amo, o mio Divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con Te. Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo». Amen.



In questo periodo difficile, tutti uniti preghiamo per la santa chiesa, per il papa e per tutti i sacerdoti.


Giuseppe Paolo e Gruppo di Preghiera di San Pio



venerdì 9 aprile 2010

Alla prossima settimana.

Per motivi personali l'appuntamento con voi lettori è sabato 17 aprile.

giovedì 8 aprile 2010

Vangelo di Domenica 11 aprile 2010- Festa della Divina Misericordia.




a cura di Giuseppe Paolo

foto tratta dal sito sopradescrittogli.

Dal Vangelo secondo Giovanni




La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.





Riflessione di Giuseppe Paolo:





La pace di Cristo entri nelle nostre case e ci illumini. Anche noi siamo come Tommaso voglio le cose concrete, vogliamo che tutto quello che desideriamo ci venga dato su un piatto d'argento,ma Dio ci chiede di credere e di avere fede perchè veramente ha mandato il suo figlio per farci credere che lui ci è vicino.





Domenica 11 aprile festa della divina Misericordia: O sangue e d'acqua che scaturisti dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, confido e spero in te.

domenica 4 aprile 2010

Risposta a Dragon Ball:

di Pasquale Leggiero.
Caro Dragon Ball,
Primo questo sito non è prettamente cattolico, ma se fino ad ora vedi solo quello è perché nessuno di altre religioni mi ha scritto e il sottoscritto è cattolico dalla nascita, se altre religioni mi scriveranno qualcosa sarò lieto di pubblicarglielo, purché però non sia niente che incida alla violenza ma solo alla pace. Perché se io dichiarassi questo sito prettamente cattolico, come tu dici, significa che papa Giovanni Paolo II non ci ha insegnato niente? Quello di aprire ad altre religioni. Secondo i due siti che io consiglio di leggere uno è gestito da un giovane e a me le iniziative dei giovani sono sempre piaciute, non a te. Altro sito è gestito da un giornalista pubblicista con lettera maiuscola. Ecco perché consiglio questi due siti. Terzo non mi sono mai sottomesso a nessuno. Forse tra noi due il sottomesso sei tu, perché non hai il coraggio di firmarti con la tua vera identità?

Voi cosi commentate:

Anonimo ha detto...

Ciao Pasquale, leggendo il tuo blog mi sono accorto di 2 cose: 1 che esso è prettamente cattolico e non da voce ad altre religioni, come mai? 2 Hai una voce dal titolo: siti da leggere ma nessuno dei 2 ha te sulla sua Home Page. Che fai ti sottometti? Dragon Ball.

Preghiera per l'anno sacerdotale










a cura di Giuseppe Paolo









ATTO DI AMORE

di S. Giovanni M. Vianney - Curato D'Ars

Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio

é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.

Ti amo, o Dio infinitamente amabile,

e preferisco morire amandoti,

piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.

Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo

è di amarti eternamente.

Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,

soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.

Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,

voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.

Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,

e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti

e sapendo che ti amo.



questo è l'anno sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI , (in ricordo di San Giovanni Maria Vianney)














































































































































sabato 3 aprile 2010

Auguri Pasquali



di Pasquale Leggiero.

Auguri di buone Feste. Frase di Benedetto XVI: E per la gioia di Cristo Risorto andiamo avanti. Siamo tutti umili e semplici operai nella vigna del Signore. Gesù porterà per sempre la corona spinale e noi ne siamo responsabili.

venerdì 2 aprile 2010

Vangelo di Pasqua Domenica 04 Aprile




a cura di Giuseppe Paolo.



Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


Riflessione di Giuseppe Paolo:

Cristo ha vinto la morte, è Pasqua in tutto il mondo, dovrebbe essere pace in tutto il mondo.

La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che questo Dio ci sta vicino. Dice San Paolo:

"se Cristo è risorto, cercate le cose di lassù". Guardiamo il cielo e ringraziamo colui che ci ha creato e ha mandato suo figlio a cambiare la storia.

Questo è il vero augurio di bene e Serenità, affinchè Cristo Risorto porti un pò di speranza e di Pace nei nostri cuori.










2 Aprile venerdì santo e 1° venerdì del mese




di Giuseppe Paolo


Vangelo tratto dalla passione di Gesù,secondo Giovanni .



Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.



Riflessioni a cura di giuseppe Paolo:


Si deve solo chianare il capo a colui che hanno trafitto, è un giorno di silenzio e riflessione. Queste celebrazioni ci devono far capire gli sbagli che commettiamo ogni giorno, quante volte con le nostre colpe feriamo o offendiamo qualcuno, quanti crimini avvengono nel mondo intero, la passione di Gesù ci faccia capire che come lui ha perdonato i suoi crocifissori anche noi possiamo perdonare ed amarci gli uni agli altri.



ore 16.00 Adorazione liturgica-adorazione della croce- comunione



ore 17.30 processione di Gesù morto per le strade del paese.


Maggio 1920- aprile 2005. Una vita che finisce e comincia.


di Pasquale Leggiero.



Nel 1920 nasceva in un paese comunista, che è la Polonia, Karol Wotila che diventando grande e vivendo gli orrori della seconda guerra mondiale da vicino e avendo una gran fede in Dio e nella mamma celeste, decide di diventare don Karol. Il tempo passa e finisce col diventare prima vescovo e poi cardinale, partecipando al concilio vaticano II, voluto da papa Giovanni XXIII e portato a termine da papa Paolo VI, tante sono le proposte di Wotila e col passar degli anni rivoluzioneranno la chiesa cattolica. Col tempo si giunge nel 1978 e accade qualcosa d’inspiegabile il papa Paolo VI torna al padre e per soli pochi giorni si ha Giovanni Paolo I. Come detto solo per pochi giorni e poi è di nuovo: Abemus Papam questa volta l’ennesimo successore di San Pietro è il cardinale polacco Karol Wotila, che dal quel momento il mondo conoscerà come Giovanni Paolo II. Questo nuovo papa che viaggerà sempre e che ovunque porterà la parola “pace” e speranza al mondo, persino in Sicilia nel regno che tutti dicono della mafia farà sentire la sua voce e non gli passerà inosservata la Campania, che tutti chiamano della camorra. Il 2 aprile 2005 Giovanni Paolo II è stanco e vuole riposarsi eternamente e mentre termina la sua missione in questa terra, ne comincia una dal cielo. Oggi la gente lo vuole Santo subito e preghiamo affinchè possiamo avere San Giovanni Paolo secondo. Non ci resta altro che concludere con due frasi di questo grandissimo papa: Se sbaglio mi correggerete e Non abbiate paura aprite, anzi spalancate, le porte a Cristo.

Buona Pasqua


L'associazione nazionale vigli del fuoco in congedo, nonchè la delegazione di Cancello Arnone, augura buone feste Pasquali

giovedì 1 aprile 2010

Vangelo di Giovedì Santo 1 Aprile.






Vangelo di Giovedì Santo 1 Aprile, anno 2010







a cura di Giuseppe Paolo







Dal Vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».. Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».. Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».








Riflessione di Giuseppe Paolo:










E' questo il giorno più importante dell'anno, perché Gesù ci ha lasciato la sua presenza viva e vera nell'eucarestia, rendiamogli Gloria e rendimento di grazie.




La carità di Gesù ci stupisce tutti, perché va aldilà della natura umana, il re dei re che serve e lava i piedi agli apostoli.




Ore 18.00 Santa Messa in coena Domini nella chiesa di Cancello.




Ore 21.30 Adorazione Eucaristica a Cristo vivo e vero nel sacramento dell'altare (preghiamo almeno 1 ora davanti al Re).










Riflessione di Pasquale Leggiero:










Gesù, sei venuto tra noi, potevi scegliere di nascere in un palazzo del re ma ti sei accontentato di una stalla. Potevi avere 1000 servi intorno a te, ma il servo sei stato tu, i tuoi piedi potevano essere lavati e profumati da chiunque ma sei tu che li lavi agli altri per farli diventare puri. Oh! Mio Signore potevi scegliere di morire dopo oltre mille e diecimila anni, ma lo fai presto per vivere eternamente, mancano solo poche ore e come un comune mortale sarai su una croce. Caro Gesù aiutaci perché oggi siamo nelle regge e ci lamentiamo, non possiamo sopportare di lavare i piedi agli altri, perché la cosa ci umilia in quanto siamo presuntuosi. Non possiamo, o meglio, non vogliamo portare la nostra croce che è molto più leggera della tua, ci crediamo superdio e invece siamo solo dei poveri illusi che crediamo poter fare tutto da soli e invece anche tu invochi il Padre sulla croce. Dopo questo tuo strazio risorgerai e per sempre vivrai. Aiutaci a risorgere nei nostri cuori solo cosi potremo essere veri figli di Dio.




















































martedì 30 marzo 2010

Programma della settimana Santa nella parrocchia di Cancello:








a cura di Giuseppe Paolo





Giovedì Santo 1 Aprile ore 18.00 messa in “Coena Domini”- seguirà la lavanda dei piedi



Ci sarà un sacerdote per le confessioni



Ore 21.00 Adorazione Comunitaria al Santissimo Sacramento.





Venerdi santo 2 aprile –(1° venerdi del mese)



Dal mattino cantinua l’adorazione al Santissimo Sacramento



Alle 16.00 solenne celebrazione liturgica- (tre ore di agonia)



Alle 17.30 seguirà la processione di Gesù Morto per le strade del paese





Sabato Santo 3 aprile



Dalle 16.00 alle 22.00 Confessioni per gli uomini



Ore 22.00 veglia Pasquale



Ore 24.00 Messa di resurrezione





Don Antonio ha ricordato come in questa settimana santa dobbiamo seguire il Cristo sulla Croce, perché non ci allontaniamo da lui, ma sappiamo rialzarci ogni qualvolta cadiamo nell’errore.



La settimana santa ci intruduce alla Domenica senza fine.









Auguri di buon Compleanno








Il club Napoli e soprattutto gli organizzatori del carnevale azzurro, augurano a Maria Rosaria Manzo



(ragazza a sinistra della foto),



Tanti e tanti auguri di Buon Compleanno. Come non festeggiare una ragazza semplice, a volte solare e a volte stregata dalla luna, ma piena di energia e di autocontrollo, e per questo che tutti insieme in coro, compresi i tuoi figli e tuo marito, ti auguriamo lunghi giorni di felicità e 100 di questi giorni.

Giuseppe Paolo











domenica 28 marzo 2010

Vangelo di Domenica delle palme- 28 Marzo 2010


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:


«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».




Riflessione di Giuseppe Paolo:



Festeggiamo oggi l’entrata messianica di Gesù a Gerusalemme; in ricordo del suo trionfo, benediciamo le palme e leggiamo il racconto della sua passione e della sua morte. È il profeta Isaia con il suo terzo cantico sul servo sofferente di Iahvè che ci prepara ad ascoltare questo passo del Vangelo.
La sofferenza fa parte della missione del servo. Essa fa anche parte della nostra missione di cristiani. Non può esistere un servo coerente di Gesù se non con il suo fardello, come ci ricorda il salmo di oggi.
Ma nella sofferenza risiede.



Ore 16.00 Don Antonio celebra la Via Crucis nel cimitero di Cancello




sabato 27 marzo 2010

Ritorna l'ora legale.

Stanotte alle ore 02:00 le lancette vanno portate avanti di un ora e diventano le ore 03:00. L'ora solare ritornerà nell'ultima domenica di ottobre che quest'anno sarà il giorno 31. Un nostro consiglio è di spostare le lancette dei vostri orologi stasera quando andate a letto.

mercoledì 24 marzo 2010

25 Marzo: Annuncuazione di Nostro Signore







L'Annunciazione è l'annuncio del concepimento verginale e della nascita di Gesù che sarebbe stato fatto a sua madre Maria (per il Vangelo secondo Luca) o a suo padre Giuseppe (per il Vangelo secondo Matteo) dall'arcangelo Gabriele.







La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa celebrano questo evento il 25 marzo di ogni anno (solennità dell'Annunciazione del Signore).




Narrazioni evangeliche








L'Annunciazione è narrata con modalità differenti da Luca e Matteo.








Vangelo secondo Luca:



























« L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. »
















Vangelo secondo Matteo:











































« Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».





Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. »
















Testi apocrifi








Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione:















































« [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" »









(Protovangelo di Giacomo 11)








La versione del Protovangelo è ripresa dal successivo Vangelo dello Pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) al c. 9 e da altri apocrifi.








Festa dell'Annunciazione [















Vergine Annunziata








La data esatta in cui avvenne l'Annunciazione è ignota, come pure quella della nascita di Gesù. Poiché la dottrina cristiana fa coincidere l'Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù, allora la sua data è fissata nove mesi esatti prima della sua nascita (Natale), ed ambedue le festività sono state poste in corrispondenza d'un momento rilevante dal punto di vista dell'astronomia del nostro pianeta: rispettivamente l'equinozio di primavera e il solstizio invernale.








Dal punto di vista liturgico, la ricorrenza dell'Annunciazione è una solennità.








La casa dell'Annunciazione








Una tradizione antichissima identifica la casa di Maria, in cui avvenne l'Annunciazione, con la grotta che oggi si trova nella cripta della Basilica dell'Annunciazione a Nazaret. La casa era costituita da una parte scavata nella roccia (la grotta) e una parte costruita in muratura. Quest'ultima rimase a Nazaret fino alla fine del XIII secolo, quindi venne trasferita prima a Tersatto (Trsat, Croazia) e dopo a Loreto, nelle Marche, in quanto la rioccupazione della Terrasanta da parte dei musulmani faceva temere per la sua conservazione.








Secondo la tradizione, essa fu miracolosamente portata in volo da alcuni angeli (perciò la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori). Dai documenti dell'epoca risulta che in realtà il trasporto, avvenuto per nave tra il 1291 e il 1294, fu opera della famiglia Angeli Comneno, un ramo della famiglia imperiale bizantina. La Santa Casa, come essa è chiamata, si trova tuttora all'interno della Basilica di Loreto, ed è continuamente visitata da numerosi pellegrini.




Tratto da:Wikipedia.org



























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« L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. »
















Vangelo secondo Matteo:











































« Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».





Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. »
















Testi apocrifi








Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione:















































« [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" »









(Protovangelo di Giacomo 11)








La versione del Protovangelo è ripresa dal successivo Vangelo dello Pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) al c. 9 e da altri apocrifi.








Festa dell'Annunciazione [















Vergine Annunziata








La data esatta in cui avvenne l'Annunciazione è ignota, come pure quella della nascita di Gesù. Poiché la dottrina cristiana fa coincidere l'Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù, allora la sua data è fissata nove mesi esatti prima della sua nascita (Natale), ed ambedue le festività sono state poste in corrispondenza d'un momento rilevante dal punto di vista dell'astronomia del nostro pianeta: rispettivamente l'equinozio di primavera e il solstizio invernale.








Dal punto di vista liturgico, la ricorrenza dell'Annunciazione è una solennità.








La casa dell'Annunciazione








Una tradizione antichissima identifica la casa di Maria, in cui avvenne l'Annunciazione, con la grotta che oggi si trova nella cripta della Basilica dell'Annunciazione a Nazaret. La casa era costituita da una parte scavata nella roccia (la grotta) e una parte costruita in muratura. Quest'ultima rimase a Nazaret fino alla fine del XIII secolo, quindi venne trasferita prima a Tersatto (Trsat, Croazia) e dopo a Loreto, nelle Marche, in quanto la rioccupazione della Terrasanta da parte dei musulmani faceva temere per la sua conservazione.








Secondo la tradizione, essa fu miracolosamente portata in volo da alcuni angeli (perciò la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori). Dai documenti dell'epoca risulta che in realtà il trasporto, avvenuto per nave tra il 1291 e il 1294, fu opera della famiglia Angeli Comneno, un ramo della famiglia imperiale bizantina. La Santa Casa, come essa è chiamata, si trova tuttora all'interno della Basilica di Loreto, ed è continuamente visitata da numerosi pellegrini.




Tratto da:Wikipedia.org



























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