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giovedì 27 aprile 2017

L’AZIENDA ITALO DEDICA UNO DEI SUOI TRENI AD ANNALISA VENTICINQUE, GIOVANE HOSTESS PIGNATARE, DECEDUTA, IL 14 APRILE SCORSO, PER UN MALE INCURABILE

di Daniele Palazzo

PIGNATARO MAGGIORE-Un attestato d’ onore e benemerenza che, pur non cancellando il dolore per la perdita di una giovane che fatto della propria vita un monumento vivente d’ amore ai suoi compaesani e al prossimo una vera e propria missione, riempie di sano orgoglio l’intera comunità di Pignataro Maggiore. Come da notizia diffusa dai vertici di Italo, la medesima azienda ferroviaria ha dedicato no dei suoi treni ad Annalisa Venticinque, la giovane hostess deceduta il 14 aprile scorso,ad appena 33 anni per le gravi complicazioni prodotte da un terribile male. Ben accetta, dunque, la decisione del gruppo di trasporti su rotaia. Di cui Annalisa era dipendente zelante ed apprezzata, sia dai suoi che dai colleghi. Sono stati proprio questi ultimi a spingere per il risultato di cui riferiamo. “Annalisa non è morta, dice, afferma, commosso, un collega. Grazie anche alla disponibilità di Italo”, continuerà a viaggiare con noi e, nel contempo, a profondere la sua grande ed encomiabile bellezza interiore a noi e ai clienti dell’Azienda presso cui prestava a lavoro.” Insomma, Annalisa Venticinque continuerà, immaginariamente a lavorare” per Italo e ad essere esempio tangibile d’amore per tutti coloro che, parenti, amici, conoscenti, la stimavano e le volevano bene. Il convoglio a lei dedicato, cioè Annalisa 25, continuerà percorrere i binari della linea dell’ Alta Velocità con una targa affissa nella cabina del Train Manager.



lunedì 17 novembre 2014

Cancello Ed Arnone. Il partito “Fratelli D’Italia - Alleanza Nazionale- Msi” e gli ex Missini ricordano Antonio Manzo deceduto a Castel Volturno.


La Cancello Arnone di Antonio Manzo
 A lasciare questo mondo è stato Antonio Manzo. Ad informarci della dipartita è Franco Di Pasquale che ci dice:
La sepoltura è avvenuta il giorno12.11.2014,  nel cimitero di Arnone (CANCELLO ED ARNONE).
Antonio Manzo, presidente dell’ECA, nel 1975 (con i componenti, De Caprio, Savastano e Pucino), ai tempi del sindaco Franco Di Pasquale; ed ancora, due volte consigliere comunale  del MSI (Poi A.N.), nel 1978 (Con Di Pasquale capogruppo di opposizione) e nel 1993,  quando era sindaco Raffaele De Lucia. Afferma Di Pasquale: è morto, lasciando tanti ricordi e tanta nostalgia.
Antonio è stato anche per un periodo responsabile politico della sezione del MSI di Arnone.
Franco Di Pasquale, Raffaele e Giovanni De Lucia, P. De Caprio, D. Riccardo,  P. Comparone, F. Pucino, G. Della Valle, e tanti altri,  così lo ricordano:
Un uomo fedele agli ideali ed alle persone del partito, vicino ai cittadini.
Aderì nel 1972 al MSI con tutta la sezione socialista, assieme ad A. Chierchiello e tanti altri. Fu questa l’epoca dell’avanzata del MSI, poi della vittoria del MSI al Comune, 1975, e tante altre battaglie e vittorie, come quella del 1993. Antonio, nella sua semplicità in tutto, lascia veramente tanti ricordi di esempi di fedeltà, che ancora oggi dovrebbero essere presi a modello, in questo mondo dove tutto si sta perdendo.
Il partito in questo momento di dolore si sente vicino a tutti i familiari. Non possiamo fare altro che associarci al partito e dire: ciao Antonio.














venerdì 6 settembre 2013

Cancello Arnone. Ricordi della festa di settembre.

Oggi venerdì 6 settembre 2013, incomincia la festa di settembre dedicata a Maria SS delle Grazie, il 6 settembre del 1986 era di sabato, ed era il sabato della festa, si amministravano le prime comunioni ai bambini della parrocchia. Celebrava la messa l'allora parroco don Antonio Buompane e dirigeva la diocesi il vescovo S.E. Mons. Luigi Diligenza.
A distanza di 27 anni tutto è cambiato, ma la festa della Madonna continua, buona festa a tutti.


giovedì 8 agosto 2013

Poesia - lettera di un mio amico militare.

Un amico di servizio militare mi ha ritrovato tramite questo blog, egli è il mio predecessore Marco Nannipieri di Firenze. Marco mi invia anche una foto con la sua bambina e l'artista Albano Carrisi.
Carissimo caporale Leggiero
Di te, non solo l’Italia può esser fiero
Hai servito la Patria come pochi sanno fare
Hai regalato gioie e sorrisi a chi era a fare il militare.

Io per primo ti elogio e ti ricordo con nostalgia
Ti penso spesso e parlo di te in famiglia mia
Sono orgoglioso di averti incontrato
Sono dispiaciuto per chi non ti ha incrociato.

Sono passati oltre 6000 giorni dalla cessazione del servizio 
E spero che della cucina e di mangiare, ti sia rimasto il buon vizio
Sei stato il mio successore più valente
Hanno scelto te: un ragazzo serio, cortese ed efficiente.

Spero che da me qualche cosa abbia imparato
E mi scuso se con te non sono sempre stato garbato
Qualche volta purtroppo ti ho punito
Se facevi qualche sciocchezza, o non lasciavi pulito. 

Sei stato sempre paziente, obbediente e nessuno ti somiglia.
Ed è per questo che i complimenti vanno anche alla tua rispettosa famiglia
Una cosa adesso per concludere ti dico:
grazie tanto, di cuore, grande amico!





venerdì 28 ottobre 2011

L'ultimo saluto a Simoncelli: 'Ora sei sul podio più alto'.


La salma sarà trasferita nel cimitero di Cesena dove il corpo sarà cremato.

Il sacro ed il profano si sono mischiati nella struggente giornata dove Coriano ha dato l'addio al 'suo' Marco Simoncelli. Nella piccola chiesa di Santa Maria Assunta, alla presenza della famiglia, degli amici e dei colleghi fra cui Valentino Rossi, Loris Capirossi, Jorge Lorenzo, e Mattia Pasini.

"Vi confesso che nel groviglio dei sentimenti faccio fatica a trovare le parole", queste le sue prime parole. "Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra la gente che mi sarà vicino dirà è morto", ha continuato, citando Don Oreste Benzi. "In realtà è una bugia, sono morto per chi mi vede ma in realtà la morte non esiste perchè appena chiudo gli occhi in questa vita li apro all'infinito di Dio". "Quando un nostro amico non vive più vive di più", ha spiegato ai fedeli.

Successivamente il religioso ha voluto citare le parole dello stesso Simoncelli nel video realizzato dallo sfortunato campione a Sepang alla vigilia della gara: "La sera prima dell'ultima gara hai detto che desideravi vincere il gran premio per salire sul gradino più alto del podio perchè ti avrebbero visto meglio tutti - ha detto - a noi addolora non vederti ma ci da tanta gioia vederci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia. Addio Marco. È una parola scomposta dal dolore, ricomposta dalla speranza, a Dio". Al termine delle sue parole la chiesa è scoppiata in un applauso scrosciante

LA CANZONE DI VASCO - Dopo la funzione religiosa la bara, sulle note della canzone di Vasco Rossi 'Siamo solo noi' è stata trasportata sul sagrato della chiesa. Dietro al feretro Valentino Rossi è uscito trasportando la Honda numero 58 dell'amico.

IL RICORDO DELLA FIDANZATA - Successivamente la bara è stata posizionata su un tappeto. Il padre Paolo e la sorellina Martina si sono seduti al fianco del congiunto fra la commozione della gente. La fidanzata Kate invece ha voluto prendere la parola: "Lui aveva solo pregi, era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con i comuni mortali", ha spiegato alla folla.

Struggente anche il ricordo di Claudio Costa, storico dottore del circo delle due ruote, "Marco oggi ha fatto un miracolo. Tornare a casa con tutti voi che lo avrete sempre nel cuore. Questo il suo miracolo: oggi si celebra la sua vittoria sulla morte", ha concluso emozionato strappando un applauso emozionato prima dell'ultimo viaggio terreno del 'Sic'. Quello verso Cesena dove il corpo verrà cremato. (Tratto da virgilio)

lunedì 29 agosto 2011

COMMEMORATI I SETTE CARABINIERI UCCISI DAL BANDITO GIULIANO IL 19 AGOSTO DEL 1949

 
di Daniele Palazzo
Nell’attentato con cui, il 19 agosto del 1949, il bandito Giuliano e la sua famigerata banda uccisero sette carabinieri, perirono anche due militari campani, Ilario Russo, di Caserta, e Pasquale Antonio Marcone, di Napoli. Il sessantaduesimo anniversario di quella che viene comunemente indicata con la dicitura di strage di Passo di Rigano è stata commemorata con una molto toccante e sentita cerimonia dell’arma, in via Ruggeri, a Palermo. Con Marcone e Russo, trovarono la morte anche  Giovan Battista Alore di Cosenza, Armando Loddo di Reggio Calabria, Sergio Mancini di Roma, Gabriele Palandrai di Ascoli Piceno, e Carlo Antonio Pabusa di Cagliari. Una strage pianificata con meticolosa cura, per creare quel clima di terrore e smarrimento generale dietro il quale, forti di una sicumera che si addice solo ai vigliacchi, si barricano miserrimi individui, gente che non sa che esprimersi con cieca violenza ed ostentata inimicizia avverso la società civile e contro quanti lottano per costruire un futuro decoro per la comunità tutta. Dieci altri commilitoni dei Carabinieri deceduti per via della sorpresa dinamitarda ordita dagli uomini al comando di Salvatore Giuliano(la strage stessa fu provocata dallo scoppio di una mina anticarro, piazzata sul tragitto che avrebbe percorso il camion che, zeppo di uomini in divisa, rientrava in Caserma, di ritorno da una missione di pattugliamento sulle alture di Bellocampo)rimasero seriamente feriti. Alcuni di loro subirono gravi mutilazioni. Si comprenderà solo in secondo tempo, purtroppo, che l’aggressione perpretata dalle schiere di Giuliano contro una Caserma dei Carabinieri della zona di Bellocampo era stata solo una sorta di specchietto per allodole. Infatti, era solamente un diversivo per attirare sul posto altri militari e, quindi, farli saltare con l’esplosivo. Quella che colpì il mezzo su cui si trovavano Marcone e Russo fu accompagnata da una seconda deflagrazione. Un ordigno, infatti, fu fatto scoppiare anche al passaggio di un’automobile su cui, diretti sul luogo dell’eccidio, viaggiavano i vertici dell’Arma e della Polizia di stanza in Sicilia. Questo secondo attentato, però, fallì e, fortunatamente, tutti gli uomini che occupavano la vettura ne uscirono illesi.

venerdì 27 maggio 2011

Ricordi vicini e lontani.

A volte nella vita ci piacerebbe sapere i giorni degli anni che sono passati e magari passati da un pezzo, ma non possiamo perché i calendari li buttiamo via man mano che passa il 31 dicembre. Questa volta però un calendario è stato conservato “dall’appena trascorso” 1975 e per questo lo proponiamo in ricordo.

sabato 18 settembre 2010

Cancello Arnone. Addio all’amico assessore.



di Pasquale Leggiero.



A soli quarantotto anni è tornato al Padre Raffaele Di Tella, di professione: Imprenditore. In paese era amico di tutti, Di Tella con lunga carriera politica alle spalle e stato militante del vecchio MSI-DN di Almirante e candidatovi nel 1988. In seguito consigliere di maggioranza, dal 1997 al 2001, e poi ancora: Assessore Sport Turismo e Spettacolo dal 2001 al 2004 , Consigliere Indipendente dal 2004 al 2005, Consigliere di minoranza dal 2006 al 2008 e dal 2008 assessore alla Promozione Territoriale, Socialità e Integrazione nonché allo sport e turismo. Da circa un anno era ammalato. Oltre a ciò anzidetto Di Tella era anche uno sportivo juventino, fondatore e presidente del club Juve Dario Branco. Raffaele Di Tella prima di essere un politico, uno sportivo era prima di tutto un amico che si faceva amare da tutti per il suo modo di saper e voler fare. I funerali si svolgeranno oggi alle 16.00 in San Cipriano D’Aversa, città natale del nostro amico Raffaele. A Cancello Arnone, tramite manifesti lo ricordano: il comune, la popolazione, la società gance, il club Juve Dario Branco e la polisportiva Athena A.S.D. Volalto. Con Raffaele Di Tella va via un personaggio ma prima ancora va via un amico disponibile verso tutti. Uniti in coro dovremmo salutare il personaggio ma non ci sentiamo di dire: Addio ma ciao Raffaele, sei grande e questa tua grandezza ti ha condotto in un mondo migliore, ancora una volta ciao Raffaele,

Afghanistan: morto uno degli italiani feriti

dell'inviato Vincenzo Sinapi

HERAT (AFGHANISTAN) - Uno o più colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro 'insorti' che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada. E' morto così, nella provincia di Farah, il tenente Alessandro Romani, 36 anni, romano, ufficiale del 9/o reggimento d'assalto paracadutisti Col Moschin della Folgore. Un nuovo lutto che cade alla vigilia di una giornata considerata "cruciale", il voto per le elezioni legislative, e caratterizzata da una quantità di incidenti in tutto l'Afghanistan, compreso l'Ovest affidato al comando del generale degli alpini Claudio Berto, dove un razzo è stato tirato contro una base italiana, sono stati sequestrati candidati e loro sostenitori, sono stati compiuti attentati ai mezzi che trasportavano le schede elettorali e un ordigno rudimentale piazzato su una bicicletta è stato fatto esplodere nel cuore di Herat, dove si trovano le due basi principali degli oltre 3.500 soldati italiani. Il tenente Romani - celibe, con molte missioni in prima linea alle spalle - è stato ucciso nel distretto di Bakwa, nella parte orientale della provincia ad altissimo rischio di Farah, ad un anno esatto dalla strage di Kabul, in cui vennero uccisi altri sei parà della Folgore.

Tutto era cominciato di prima mattina, quando un aereo senza pilota Predator dell'Aeronautica militare italiana aveva avvistato quattro persone intente a posizionare una bomba sotto l'asfalto, lungo la strada che collega Farah a Delaram. Sempre il Predator ha 'seguito' gli attentatori e segnalato il luogo dove questi si erano rifugiati. A questo punto è scattata l'operazione affidata alla 'Task force 45', composta dagli uomini delle Forze speciali italiane. Il team di incursori del 9/o Col Moschin della Folgore è partito da Farah a bordo di un elicottero Ch 47, scortato da due elicotteri d'attacco Mangusta. Dopo poco è giunto sul posto ed é atterrato nei pressi della casa dove si erano nascosti gli insorti. Durante l'incursione, però, due dei commandos italiani sono stati centrati da un numero imprecisato di colpi di arma da fuoco. Li hanno soccorsi e portati via, all'ospedale militare da campo di Farah. Le loro condizioni, in un primo momento, non erano state definite gravi ("feriti a una spalla"), anche se uno dei due era un "codice A". E' stato sottoposto ad un intervento chirurgico durante il quale ci sarebbero state "complicazioni". La notizia della sua morte è arrivata inattesa a Camp Arena, il quartier generale italiano di Herat. L'altro ferito, un militare di truppa sempre del Col Moschin, non correrebbe invece pericolo. Sull'operazione non si conoscono altri particolari, così come ammantata dal riserbo è l'attività della Task force 45, di cui si conosce pochissimo. Ignota pure la sorte dei talebani: quello che è certo è che i due elicotteri Mangusta hanno scaricato contro il loro rifugio l'enorme potenziale di fuoco di cui sono dotati. "Sono tornati scarichi", ha detto una fonte, e questo rende l'idea di che inferno possa essere stato. Ma nel settore dell'Afghanistan affidato al comando italiano questa vigilia di elezioni è stata caldissima ovunque. Nel cuore di Herat, al bazar della Cittadella, l'antica fortezza che si dice sia stata costruita per volere di Alessandro Magno, alle 18.12 è saltata in aria una bicicletta esplosiva: l'ordigno rudimentale è stato azionato con un radiocomando. Tre feriti, tutti civili. Poco prima, più o meno nello stesso luogo, alcuni giornalisti italiani stavano facendo interviste in mezzo alle bancarelle e il clima non era del tutto cordiale. "Andrà a votare domani?".

Il giovane ha risposto ringhiando: "Qui ci sono troppi infedeli". Un quarto d'ora dopo lo scoppio. Sempre nella provincia di Herat, ad Adraskan, un candidato alle elezioni di domani è stato rapito, stessa sorte subita da 10 sostenitori di un altro candidato e da otto componenti della Commissione elettorale indipendente a Moqur, nella provincia di Badghis, sempre nell'ovest. Nel distretto di Shindand, un convoglio di camion che trasportava schede elettorali è stato coinvolto in un attentato: è esploso un ordigno, provocando il ferimento del conducente di un mezzo e di due passanti. E' stato fatto intervenire uno dei team di "reazione rapida" italiani predisposti per garantire la sicurezza

delle elezioni: i blindati Freccia sono giunti sul posto e, dopo aver messo in sicurezza l'area, hanno portato il materiale elettorale a destinazione. Ancora a Shindand, un razzo è caduto nell'area perimetrale che ospita la base militare italiana, senza provocare né feriti né danni. In mattinata un'operazione molto delicata di trasporto schede era stata compiuta da un elicottero Ch47 dell'Esercito, scortato da due Mangusta. L'equipaggio, sfidando una tempesta di sabbia, era riuscito ad arrivare nel remoto distretto di Por Chaman, dopo che per giorni l'impresa era fallita. Al comando italiano di Herat erano molto soddisfatti nell'annunciare la riuscita dell'operazione, perché solo in quel distretto non erano riusciti ancora a arrivare. Era cominciata bene e nessuno immaginava che non sarebbe stata una buona giornata.

tratto da libero

mercoledì 28 luglio 2010

Cancello Arnone. Una Fantastica Ed Auspicata Passeggiata A Ritroso Nel Tempo Per La Realizzazione Di Un Sogno: Reicontrare Gli Amici Piu' Cari.



Nelle foto: Dario Branco (vostra sinistra) Elpidio Galasso (vostra destra)

di Daniele Palazzo



Si è sempre detto e a ragione che il romanzo della scienza è di gran lunga più bello, avvincente ed emozionante di quello della fantascienza. Ma, le notizie che, da qualche tempo a questa parte, vengono diffuse attraverso i media convenzionali e sulla rete internet superano i limiti di ogni immaginazione. Sembra, infatti, destinato a crollare uno dei sogni più antichi dell’uomo, quello di viaggiare nel tempo. Ad annunciarlo lo scienziiato americano Seth Loyd, del M.I.T. di Boston. E’ da tempo che il luminare d’Oltreoceano, che guida un’equipe di studiosi della quale fanno parte anche gli italianii Vittorio Giovannetti e Lorenzo Maccone, lavora in tal senso, ma le prime conferme solo nelle ultime settimane. Come si può vedere, quello che, fino ad ieri, si riteneva impossibile, frutto della fervida fantasia di questo o quel romanziere, potrebbe divenire ben presto realtà concreta. I nuovi e meravigliosi campi di studio della meccanica quantistica e le applicazioni ed implicazioni delle tecniche di teletrasporto le basi fondamentali del lavoro di Loyd e della sua squadra, grazie ai quali si sta valutamdo la possibilità, per adesso ancora teorica(va detto, però, che il cosiddetto “effetto di preselezione” impiegato da Lloyd e dal suo team è già applicabile a quello che è stato ribattezzato “computer quantistico”) , di conferire al genere umano la facoltà di effettuare puntate nel passato o nel futuro. Di fronte al Romanzo dei Romanzi, dunque, scrittori di fantasciienza smarriti, in difficoltà, in precipjtosa fuga. L’incredibile si trasforma magicamente in realtà tangibile, aprendo nuovi scenari di immaginazione e di approfondimento sul tema. Ma, passiamo, ora, ad una considerazione che sta molto a cuore a chi scrive, sperando che i nostri gentili lettori vogliano fare altrettanto. Acquisite le mirabolanti novità prvenienti da Boston, mi sono posto una domanda; cioè “Se, in questo preciso istante, fosse già possibile percorrere il tempo, dove andrei, con chi mi incontrerei? Ebbene, mi sono risposto, non andrei assolutamente lontano. Farei sicuramente in modo da incontrare due carissimi amici che, ahimè, non ci sono più, Dario Branco ed Elpidio Galasso, che, pur avendoci prematuramente lasciiato, hanno saputo infondere in tutti i loro amici e in quanti li amavano e.li stimavano un che di superiore che li ha fatti grandi testimoni di un tempo e di un mondo incantato, il loro, nei quali albergavano e tutt’orra albergano solo sentimenti di purezza assoluta, possanza umana e comportamentale davvero ammirevoli e sicuramente da emulare, incommensurabile amore per i loro amici migliori, cioè noi tutti, per la loro Cancello Arnone e per i loro amati familiari, per tutti i loro compaesani indistintamente. Mi esprimo così perchè sono rammaricato di aver sperimentato ben poco del loro saper essere grandi testimoni del loro tempo e del loro semplice eppur grande esempio di vita, domandando a loro perdono per non averli ricordati a dovere in tutto questo tempo. Spero vivamente che un giorno sarà possibile realzzare questo sogno, da tempo coltivato. Voglio recupeare tutto il temo perduto. Ciao, Dario. Ciao, Elpidio, a tra non molto.Spero. E, vi prego, Se potete, perdonate me e tanti altri “distratti” e i nostri lettori-temponauti con chi o cosa vorrebbero incontrarsi o venire a contatto?

venerdì 7 maggio 2010

Ricordi per tutte le mamme.













































Riteniamo che le immgini fanno ricordare da sole. Auguri mamme.