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mercoledì 12 novembre 2014

Cancello Arnone. Franco Di Pasquale riceve una nota per la pizza.

Questa e' la nota che mi e' stata inviata oggi e che io porto avanti per la giusta pubblicità.

Grazie.
Un cordiale saluto.
Francesco Di Pasquale



                  PIZZA CANCEROGENA?MA MI FACCIA IL PIACERE!!!
                                           Una margherita contro la crisi !!         
       Carissimo/a,
come noto, la cronaca degli ultimi periodi ha messo in atto una vera e propria campagna d’allarme nei confronti della nostra amata pizza e in generale contro i prodotti tipici  della tradizione campana.
Si è detto che i prodotti utilizzati per realizzarla, provenienti dalle nostre terre, siano cancerogeni, che il metodo di cottura utilizzato dai pizzaioli sia dannoso per la salute, che i nostri forni siano particolarmente carenti in pulizia.
Tutto questo va ad aggiungersi all’effetto della crisi economica, che ha costretto migliaia di italiani a rinunciare alla “pizza del sabato sera”.

E’ ora di dire BASTA allo sciacallaggio mediatico contro i prodotti tipici campani!
Basta alle BUGIE COMMERCIALI contro i prodotti della ‘Terra dei Fuochi’!
Non possiamo starcene seduti a guardare!

Per questo è nostra intenzione difendere la pizza in quanto simbolotradizionale dei prodotti campani. Proponiamo di rilanciare questo prodotto attraverso un’iniziativa simbolica che coinvolga tutte le pizzerie casertane, da concretizzarsi in un giorno infrasettimanale di dicembre, e che consista nel servire, comodamente seduti al tavolo, la nostra classica margherita al solo costo figurativo di un euro (applicando, invece, il prezzo di listino per scelte di pizza diverse).
Sarà esclusivamente a nostro carico l’impegno di pubblicizzare l’evento su social networks e testate giornalistiche di rilievo al fine di far sentire forte la nostra voce contro gli attacchi subiti.
Ti chiedo, pertanto, di aiutarmi a diffondere questa iniziativa tra le pizzerie del tuo territorio, di tua conoscenza, affinché possano aderire a questo nostro progetto.
Sarai a tal fine contattato, nei prossimi giorni, per riscontrare la disponibilità, a partecipare all’evento, delle pizzerie da te consultate.

                                                                f.to  Gimmi Cangiano
membro esecutivo nazionale Fratelli d’Italia.


venerdì 5 aprile 2013

Calano i prezzi delle case.


Istat, cala del 4,6 per cento il prezzo d'acquisto delle case

Secondo l'istituto di statistica diminuisce anche il prezzo delle abitazioni nuove, anche se il calo è meno marcato rispetto alle case già esistenti


Istat, cala del 4,6 per cento il prezzo d'acquisto delle case


Nel quarto trimestre 2012, secondo le stime preliminari, l'indice dei prezzi delle abitazioni(IPAB) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento registra una diminuzione dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e del 4,6% nei confronti dello stesso periodo del 2011. Il calo congiunturale è il quinto consecutivo a partire dalla fine del 2011, mentre la diminuzione in termini tendenziali è la piu' marcata delle quattro registrate nel corso del 2012. Lo rende noto l'Istat.
L'indice dei prezzi delle abitazioni nuove è diminuito dello 0,3% su base congiunturale, segnando un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Invece, quello dei prezzi delle abitazioni esistenti è diminuito del 2,2% rispetto al trimestre precedente e del 6,9% su base annua. E' la terza volta consecutiva, osserva l'Istat, che i prezzi delle abitazioni nuove registrano un rallentamento dei tassi di crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre, sempre su base annua, i prezzi delle abitazioni esistenti presentano diminuzioni via via piu' marcate a partire dal quarto trimestre del 2011.
In media, nel 2012, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 2,7% rispetto al 2011 (quando la variazione annuale era stata pari a +0,8%), sintesi di un aumento del 2,1% dei prezzi delle abitazioni nuove (+2,7% nel 2011) e di una diminuzione del 4,7% dei prezzi di quelle esistenti (dopo il -0,2% del 2011). Il calo dei prezzi si è manifestato in presenza di una diminuzione del 25,8% del numero di abitazioni compravendute registrato dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.
Nel quarto trimestre 2012, secondo le stime preliminari Istat, la diminuzione congiunturale dei prezzi delle abitazioni è pari all'1,5%, leggermente più contenuta di quella registrata nel trimestre precedente (-1,7%). Il calo del quarto trimestre è imputabile alla diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni nuove(-0,3%, la seconda flessione su base mensile dopo il -0,7% del terzo trimestre) sia delle abitazioni esistenti (-2,2%), per le quali si registra il sesto calo consecutivo.
Su base tendenziale, la diminuzione dei prezzi delle abitazioni accelera, con una variazione pari a -4,6% nel quarto trimestre, dopo il -3,8% registrato nel trimestre precedente. L'andamento del quarto trimestre è la sintesi dell'accentuazione del calo dei prezzi delle abitazioni esistenti, in atto già dal quarto trimestre 2011 (-6,9%, dopo il -6,0% del terzo trimestre) e del rallentamento (il terzo consecutivo) dell'aumento dei prezzi di quelle nuove (+0,8% dopo il +1,5% del trimestre precedente).
Il calo persistente dei prezzi di acquisto per le abitazioni è collegato, secondo quanto si rileva dallastima preliminare Istat, al tonfo sofferto dalle compravendite di case nello scorso anno. Nel 2012 si registra, in media, una flessione dell'indice complessivo del 2,7% rispetto al 2011, con variazioni dei prezzi delle abitazioni nuove ed esistenti rispettivamente pari a +2,1% e -4,7%. "Questo calo dei prezzi - nota l'Istat - si inserisce in un contesto di forte flessione del numero di abitazioni compravendute che, nel 2012, hanno registrato, secondo i dati rilasciati dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, una diminuzione pari a -25,8%".

(Affaritaliani.it)

sabato 3 dicembre 2011

Stretta anzianità, contributivo ecco il piano per le pensioni


 

Necessari 41-43 anni di lavoro per poter lasciare oppure si aumentano le "quote", accelerato l'aumento dell'età per le donne: l'aggancio con gli uomini già nel 2018. Previsto un aumento di un paio di punti per le aliquote degli autonomi

di ROBERTO MANIA
ROMA - La riforma-Fornero è pronta. Il neo ministro del Lavoro ha annunciato ieri a Bruxelles che lunedì il Consiglio dei ministri dovrebbe varare un pacchetto organico di interventi sulla previdenza. Ci sarà l'estensione a tutti del sistema contributivo nella forma pro-rata per il calcolo della pensione e l'accelerazione dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne dipendenti del privato, che dovrebbe passare già dal 2012 da 60 a 63 anni per poi agganciarsi a quella degli uomini già nel 2018 e non più nel 2026.

DOSSIER Le misure di Monti 1

Aumenteranno di un paio di punti percentuali i contributi a carico dei lavoratori autonomi attualmente intorno al 20-21 per cento. Ci sarà il blocco - anche se i dettagli devono ancora essere definiti - dell'adeguamento degli assegni (con l'esclusione di quelli al minimo) alla dinamica dell'inflazione dal quale arriveranno quasi 5 miliardi di euro.

Il ministro punta al superamento delle pensioni di anzianità, ma questo è anche il capitolo non ancora chiuso. C'è l'opposizione di tutti i sindacati e di una parte del Pd, mentre il Pdl e l'Udc potrebbero essere a favore. La soluzione più hard, sulla quale si sono concentrati i tecnici del governo, è

quella di prevedere per tutti un'unica soglia di età contributiva a 41-43 anni per andare in pensione, con l'esclusione di coloro che hanno raggiunto 63 anni senza avere però quella anzianità contributiva: a loro verrebbe concesso di lasciare il lavoro, ma con una penalizzazione.

In questo modo l'età di uscita tenderebbe a coincidere con quella della pensione di vecchiaia.
Se dovesse passare questa ipotesi, salterebbe il meccanismo delle quote che associa l'età con gli anni di contribuzione (fino alla fine del 2012 vale quota 96). In alternativa potrebbe esserci un innalzamento immediato delle quote, per esempio a livello "100".

Resta il fatto che la Fornero ha sempre criticato soluzioni a metà che coincidono sostanzialmente con dei rinvii. Meglio interventi organici che unifichino le regole e non distinguano tra generazioni. "Faremo una riforma incisiva - ha infatti detto - ma che rispetti il criterio di equità tra generazioni". Quello delle pensioni di anzianità, come tante altre volte nel passato (l'ultima con la Lega nel governo Berlusconi) sarà comunque il terreno dello scontro.

Ieri il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha ripetuto che "il 40 resta un numero magico". Un tetto invalicabile anche per Cisl e Uil. E va detto che ormai i due terzi delle uscite per anzianità avvengono attraverso il canale dei 40 anni di versamenti contributivi. Nel 2010 - dati dell'Inps - su oltre 174 mila pensionati per anzianità, 116 mila avevano 40 anni di contributi.

Sono destinate a saltare anche le cosiddette "finestre mobili" per lasciare il lavoro che, nei fatti, sono servite a far slittare, di un anno per i lavoratori dipendenti e di un anno e mezzo per gli autonomi, l'accesso alla quiescenza. Un allungamento della permanenza al lavoro che, tra l'altro, non ha alcun effetto positivo sull'importo del futuro assegno. Pare sia ormai fuori dal menù l'ipotesi di anticipare dal prossimo anno e non più dal 2013, come previsto, il meccanismo che fa crescere l'età pensionabile con l'aumento della speranza di vita. A partire dal primo gennaio del 2013 l'incremento sarà di tre mesi.

Subito dopo le pensioni, il ministro Fornero ha annunciato che aprirà il capitolo mercato del lavoro, con attenzione in particolare alle donne e ai giovani. E, per quanto a titolo personale, ha voluto dire che punta pure all'introduzione del reddito minimo garantito.

Sferzante il commento del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "Mi pare un tema ripescato da pubblicazioni degli anni '70. Non so a chi serve, forse serve a mandare un messaggio a chi vuole essere suggestionato. Parliamo invece di pensioni e non lanciamo messaggi subliminali. Lasciamo il reddito minimo garantito a quando avremo più soldi".

tratto da: www.repubblica.it 

Riflessioni:
ma questi sacrifici degli italiani serviranno veramente a qualcosa o saranno invani?
Ma cosa succedesse se qualcuno si permeterebbe di affermare che i tagli pubblici sono, di questi tempi, rapine autorizzate?

sabato 29 ottobre 2011

Roma, tassa della vergogna.

Tratto da virgilio.
Tassa sulla fortuna, il fisco mette le mani sul Gratta e vinci
In arrivo un prelievo del 6% per le vincite sopra i 500 euro
fisco vorace 
Entro il 10 novembre va pagata l'addizionale sulle auto che superano i 306 cavalli
Vincite nell’obiettivo dell’erario. Chi riuscirà a centrare il fatidico sei al Superenalotto o con il gratta e vinci avrà la fortuna di guadagnare più di 500 euro dovrà pagare una tassa del 6%. La nuova imposta si applicherà anche per le vincite delle video lotterie.

La tassa sulla fortuna è prevista in uno dei provvedimenti attuativi della manovra di ferragosto. L’intervento sul mercato dei giochi ha l’obiettivo di recuperare circa 1,5 miliardi di euro. Somma che contribuirà all’agognato pareggio di bilancio, previsto per il 2013. Di questi, un miliardo arriverà dai giochi mentre il resto dalla vendita dei tabacchi.
Ma non è tutto. Gli amanti dell’azzardo non dovranno tenere conto solo della tassa sulla fortuna. Infatti a partire dal 2013 vedranno ridursi la percentuale di vincite a loro destinato. Per esempio la quota destinata alle slot scenderà dal 75 al 74%.


mercoledì 29 dicembre 2010

La crisi economica è veramente risolta?

                        di Pasquale Leggiero.
Da svariato tempo si parla di crisi economica, di famiglie che non riescono a giungere alla fine del mese, con un solo stipendio e laddove i salari ne sono due è come se ne fosse uno. Aumenta questo, rincara quest’altro, quell’altro, tasse da pagare, interessi di mora per chi non ha pagato precedentemente. E pure c’è chi appare in televisione, o dai giornali, o da internet o da qualsiasi mezzo di comunicazione e afferma che la crisi  economica è risolta. Sarà vero o falso? A questa domanda rispondiamo: no-comment. Sicuramente, però, una cosa può dire che molta gente si lamenta, saranno tutti spreconi che non riescono ad andare avanti? Noi non pensiamo proprio. Gli altri anni in periodo Natalizio una nota marca di panettoni ha sempre realizzato un concorso, dove c’èrano ricchi premi, come auto, scooter, tv eccetera. Quest’anno tale concorso, su questa marca non si è visto, come mai? Che cosa sarà successo? La crisi è veramente risolta come si pubblicizza? Se la risposta è sì come mai una nota marca di panettoni, non ha effettuato il concorso a premi? O forse dobbiamo pensare che la crisi è rientrata ma non per tutti? Ci si aspettano delle risposte da chi di competenza. Ma ci aspettiamo risposte anche da chiunque, o per il solo fine di criticare il presente scritto.

giovedì 16 dicembre 2010

Cancello Arnone, lavoratori cance senza stipendio.

Scrivo, ancora  una volta, per avere delle risposte da chi di competenza.

Di recente ho saputo del fatto che i lavoratori della cance multiservizi, sono da svariato tempo senza stipendio.  Da pocanzi tempo addirittura ho saputo che tali lavoratori non riscuoteranno nemmeno per Natale il loro stipendio, vorrei dire a chi di competenza della cance multiservizi, addetto a pagare gli stipendi: ma li conosci i problemi degli operai che lavorano? Sai che quegli stipendi gli occorrono per mandare avanti una famiglia? Forse tu sei benestante e la cosa non ti riguarda, ma almeno rispetta i problemi di chi si alza al mattino e fa il proprio dovere, se non sei all’altezza del tuo compito, dimettiti che fai più bella figura. Altra cosa voglio dirla alle istituzioni locali: voi non siete quelli che lavorano per il bene della comunità? Se la vostra risposta è sì gli operai della cance, non fanno parte della comunità svolgendo il loro lavoro al servizio del popolo? Non credete che chi lavora aspetta premio? Se credete in questo, fate qualcosa. È triste vedere (anche se di poco) il paese allestito a festa e sapere che ce chi a Natale non può mangiare, è UNA VERGOGNA. Altra cosa che ho appreso, dalla stampa, è che ci sarà una cena per gli anziani, cosa che gratifica il sociale del paese, ma a che serve ciò quando vi sono problemi ben più seri da risolvere? Sembra di stare su una tavola allestita con tovaglia e tovaglioli di seta, posate in oro, bicchieri in cristallo, piatti fatti della migliore porcellana del mondo, ma alla fine su questa bella tavola non ce niente da mangiare e da bere, nemmeno l’acqua. Mi sa tanto che per Natale vada fatta una raccolta per destinarla ai poveri, in questo caso i poveri sono gli operai della cance, che però hanno un lavoro ma senza riscuotere. Vorrei vedere chi dirige la cance e istituzioni senza un centesimo in tasca. Saluti Sincerithas.