mercoledì 24 marzo 2010

25 Marzo: Annuncuazione di Nostro Signore







L'Annunciazione è l'annuncio del concepimento verginale e della nascita di Gesù che sarebbe stato fatto a sua madre Maria (per il Vangelo secondo Luca) o a suo padre Giuseppe (per il Vangelo secondo Matteo) dall'arcangelo Gabriele.







La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa celebrano questo evento il 25 marzo di ogni anno (solennità dell'Annunciazione del Signore).




Narrazioni evangeliche








L'Annunciazione è narrata con modalità differenti da Luca e Matteo.








Vangelo secondo Luca:



























« L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. »
















Vangelo secondo Matteo:











































« Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».





Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. »
















Testi apocrifi








Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione:















































« [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" »









(Protovangelo di Giacomo 11)








La versione del Protovangelo è ripresa dal successivo Vangelo dello Pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) al c. 9 e da altri apocrifi.








Festa dell'Annunciazione [















Vergine Annunziata








La data esatta in cui avvenne l'Annunciazione è ignota, come pure quella della nascita di Gesù. Poiché la dottrina cristiana fa coincidere l'Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù, allora la sua data è fissata nove mesi esatti prima della sua nascita (Natale), ed ambedue le festività sono state poste in corrispondenza d'un momento rilevante dal punto di vista dell'astronomia del nostro pianeta: rispettivamente l'equinozio di primavera e il solstizio invernale.








Dal punto di vista liturgico, la ricorrenza dell'Annunciazione è una solennità.








La casa dell'Annunciazione








Una tradizione antichissima identifica la casa di Maria, in cui avvenne l'Annunciazione, con la grotta che oggi si trova nella cripta della Basilica dell'Annunciazione a Nazaret. La casa era costituita da una parte scavata nella roccia (la grotta) e una parte costruita in muratura. Quest'ultima rimase a Nazaret fino alla fine del XIII secolo, quindi venne trasferita prima a Tersatto (Trsat, Croazia) e dopo a Loreto, nelle Marche, in quanto la rioccupazione della Terrasanta da parte dei musulmani faceva temere per la sua conservazione.








Secondo la tradizione, essa fu miracolosamente portata in volo da alcuni angeli (perciò la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori). Dai documenti dell'epoca risulta che in realtà il trasporto, avvenuto per nave tra il 1291 e il 1294, fu opera della famiglia Angeli Comneno, un ramo della famiglia imperiale bizantina. La Santa Casa, come essa è chiamata, si trova tuttora all'interno della Basilica di Loreto, ed è continuamente visitata da numerosi pellegrini.




Tratto da:Wikipedia.org



























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« L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. »
















Vangelo secondo Matteo:











































« Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».





Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. »
















Testi apocrifi








Anche l'apocrifo Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) contiene una narrazione dell'annunciazione:















































« [Maria] presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola" »









(Protovangelo di Giacomo 11)








La versione del Protovangelo è ripresa dal successivo Vangelo dello Pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) al c. 9 e da altri apocrifi.








Festa dell'Annunciazione [















Vergine Annunziata








La data esatta in cui avvenne l'Annunciazione è ignota, come pure quella della nascita di Gesù. Poiché la dottrina cristiana fa coincidere l'Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù, allora la sua data è fissata nove mesi esatti prima della sua nascita (Natale), ed ambedue le festività sono state poste in corrispondenza d'un momento rilevante dal punto di vista dell'astronomia del nostro pianeta: rispettivamente l'equinozio di primavera e il solstizio invernale.








Dal punto di vista liturgico, la ricorrenza dell'Annunciazione è una solennità.








La casa dell'Annunciazione








Una tradizione antichissima identifica la casa di Maria, in cui avvenne l'Annunciazione, con la grotta che oggi si trova nella cripta della Basilica dell'Annunciazione a Nazaret. La casa era costituita da una parte scavata nella roccia (la grotta) e una parte costruita in muratura. Quest'ultima rimase a Nazaret fino alla fine del XIII secolo, quindi venne trasferita prima a Tersatto (Trsat, Croazia) e dopo a Loreto, nelle Marche, in quanto la rioccupazione della Terrasanta da parte dei musulmani faceva temere per la sua conservazione.








Secondo la tradizione, essa fu miracolosamente portata in volo da alcuni angeli (perciò la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori). Dai documenti dell'epoca risulta che in realtà il trasporto, avvenuto per nave tra il 1291 e il 1294, fu opera della famiglia Angeli Comneno, un ramo della famiglia imperiale bizantina. La Santa Casa, come essa è chiamata, si trova tuttora all'interno della Basilica di Loreto, ed è continuamente visitata da numerosi pellegrini.




Tratto da:Wikipedia.org



























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venerdì 19 marzo 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni.

Vangelo del 21/03/2010

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». (tratto da la voce del Volturno)

Riflessione:

Dice Gesù: chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. Tutti vanno via e nessuno scaglia. Quanti anni sono passati e materialmente chi ha scagliato la prima pietra? Nessuno, e chi mai potrà mai scagliarla? Chi è senza peccato? Questa è una cosa che non sta a noi giudicarla ma a Dio. Duemila anni son passati e quella prima pietra si scaglia tutti i giorni e non è fatta di breccia, di cemento o di gesso e pure fa molto male, essa è impastata con la lingua e, forse, talvolta anche col cuore. Le pietre di oggi sono le bestemmie, le offese fatte a Dio e altri, in quel lancio di pietre ci mettiamo tutti noi stessi e pecchiamo di orgoglio. Nessuno ti ha condannata?... va e d’ora in poi non peccare più. Invece noi puntualmente pecchiamo sempre, che brutto vizio il nostro. Signore insegnaci a non scagliare pietre con la nostra bocca, con il nostro cuore e con tutti noi stessi, ma solo a pregarti.

Domenica alle ore 15.30 il gruppo di preghiera di San Pio si reca nella parrocchia Santa Maria in Castello in Francolise per la celebrazione della via crucis e la santa messa.

domenica 14 marzo 2010

Giovanni Paolo II, Santo subito

Una persona



dialogo con altre Religioni e sia con una rivisitazione del passato della Chiesa.



Nel quarto anniversario della sua morte.



con la quale la gran parte di noi è cresciuta e che ha contribuito alla pace sia attraverso il



Per i prossimi 60 secondi, lascia ciò che stai facendo e approfitta di questa opportunità per recitare una



preghiera in ricordo del Papa.



Tutto quello che devi dire è:



1. “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua



volontà, come in Cielo così in Terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri



debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male.



Amen”.



2. Poi, inviala ad altre dieci persone. Poco dopo, 10 persone avranno pregato Dio per il Papa, e poi



cento e mille ed altre ancora. Apprezza il potere di Dio nella tua vita e farai ciò che Lui desidera.



Se non hai vergogna di fare questo



mi vergognerò di te davanti al Padre mio”.



Se ami Dio e non ti vergogni delle cose meravigliose che ha fatto per te, invia questo messaggio. Tratto da la voce del Volturno.





Giovanni Paolo II insegna:



Non abbiate paura aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo.



Il nostro invito:

In questo periodo, in occasione dell’avvicinamento della Santa Pasqua avvicinatevi a Dio aprendogli il vostro cuore.

Vangelo di Domenica 14 Marzo 2010

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”»
(Vangelo tratto da: la voce del Volturno)

Riflessioni nostre.

La sfrontatezza del figlio minore: padre “dammi” e non desidero…, la bontà del padre di donare e non pretendere la parola per cortesia. Il figlio che parte e sperpera e solo dopo ritorna in se e ragiona. Il ritorno verso casa il perdono e l’abbraccio del padre e la consecutiva festa. Il rientro del figlio maggiore e la pretesa dell’io sono giusto, pretesa ancora più grave.

Ai nostri giorni:

La nostra sfrontatezza è di non saper pregare e di dire a Dio: dammi, fammi… e non vorrei. Altra tipica frase è io faccio questo… e cosi va bene. Non ci rendiamo conto che va bene solo per noi, ma per Dio? Allora invece di essere i figliol prodigi dell’oltre il 2000 impariamo a pregare e diciamo al padre: insegnami a pregare.

martedì 9 marzo 2010

Cancello Arnone. Madonna delle grazie, quando festeggiarla?



di Pasquale Leggiero.

(Nella foto Maria SS delle Grazie)



Cancello Arnone. Siamo appena quasi alla metà di marzo e forse è presto per parlare dei festeggiamenti in onore di Maria SS delle grazie, ma se lo facciamo, è perché vogliamo che s’incominci a riflettere con largo anticipo, poiché questi festeggiamenti avvengono il due luglio e a settembre. Al due luglio il calendario segna proprio il nome della Madonna delle grazie, mentre a settembre ricorre semplicemente il SS nome di Maria. Andando con ordine, raccontiamo che: le persone della mezza età e oltre ci hanno riferito che prima intorno alla grande festa della Madonna delle grazie ci si lavorava un anno intero poiché gli stallieri crescevano animali per poi venderli e ricavare contante per la festa, i contadini vendevano i loro prodotti per ricavare soldi e lo stesso comitato festa (i famosi mast e fest) accettavano prodotti della campagna che vendevano a scopo di ricavare fondi. Oggi tutto questo non esiste più, perché lo stesso comitato festa, come tutti gli altri comitati, accetta solo contante e allora dov’è la differenza tra fare la festa grande a luglio o a settembre? Certo non vanno assolutamente dimenticate le antiche tradizioni, giacché sarebbero oltre due secoli che esistono le due feste, cosi come sono ma come si suol dire i tempi cambiano e tutto si rinnova. La grande festa in onore di Maria SS delle grazie potrebbe esserci a luglio e nei quattro giorni far in modo che vi sia il due oppure rispettare: venerdì, sabato, domenica e lunedì dopodiché a settembre si potrebbe festeggiare la nostra protettrice il giorno dodici che è Santa Maria. Oppure potrebbe essere una soluzione restare le cose cosi come stanno ma a settembre incominciare sempre nella prima settimana in modo che le condizioni atmosferiche, siano al 90%, sempre favorevoli. Anche se per onor di cronaca va detto che festeggiare a luglio permetterebbe di più ai nostri emigrati che in quel periodo sono in ferie di godersi la festa in onore della protettrice del loro paese natìo. Le due feste in onore di Maria SS delle grazie del 2010 hanno un ruolo particolare che sarà quello di individuare un altro presidente del comitato. Sarà sempre la stessa persona per entrambe le feste o qualcosa cambierà? Fino al 2009 tutte e due le feste, il presidente del comitato era Giovanni (detto Giannino) Branco passato a miglior vita subito dopo l’ultima edizione della quattro giorni di settembre. Al nostro compianto Giannino va tutto il nostro ringraziamento per il suo impegno profuso fino alla fine. Nella speranza che chiunque sarà il nuovo presidente abbia tanta voglia di fare e portare nuove idee. Ciao Giannino, grazie per averci regalato belle feste e ora siamo sicuri che da lassù saprai guidare il tuo successore, anche perché essendo ravvicinato alla nostra mamma celeste sarai tu il primo a essere illuminato.


Porgo al signor Branco le mie scuse per avergli parlato con il tu, perché egli è (non era, poiché, continua a vivere nella gloria del Paradiso) una persona che per la sua età poteva essermi più di un padre. Giannino spero che questa sia la prima e anche l’ultima volta che vi ho usato del tu.

lunedì 8 marzo 2010

Auguri donne.



Oggi 8 marzo festa della donna, auguri a tutte le donne.

La mimosa.

mercoledì 3 marzo 2010

Storia della festa della donna:

di Pasquale Leggiero.

Da nostre accurate indagini abbiamo scoperto che: dopo che in altre parti del mondo fin dal 1907 è stata tanto discussa l’uguaglianza della donna e la sua festa

In Italia la Giornata internazionale della donna si tenne per la prima volta soltanto nel 1922, e celebrata il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, la guerra, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cottons, a New York, confondendo probabilmente con la tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911 con l’incendio della fabbrica Triangle nella quale morirono 146 operaie, in gran parte emigrate italiane; altre versioni citavano la repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857 o altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.

Nel settembre del 1944 si costituisce a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti ad alcuni partiti politici ed è l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. L’8 marzo 1946 fu finalmente celebrato in tutta Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio in quei giorni.

Negli anni Cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere «Noi Donne», il mensile dell’UDI, divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 alcune parlamentari presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma cadde nel vuoto.

Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un nuovo fenomeno: il movimento femminista.

L'8 marzo 1972 la manifestazione della festa della donna si tiene a Roma in piazza Campo de' Fiori: compare l'attrice americana Jane Fonda, pronunciando un breve discorso di adesione, e vi è soprattutto un folto reparto di polizia che blocca la piazza, nella quale poche decine di manifestanti inalberano cartelli con scritte inconsuete e «scandalose»: «Legalizzazione dell'aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio prostituzione legalizzata», mentre circola un volantino che chiede che «non siano lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l'intero processo della maternità». Quelle scritte devono sembrare intollerabili, perché la polizia carica, manganella e disperde le manifestanti.

Il 1975 fu designato come "Anno Internazionale delle Donne" dalle Nazioni Unite. Le organizzazioni delle donne hanno osservato la giornata internazionale della donna in tutto il mondo l'8 marzo tenendo eventi su larga scala che onorassero gli avanzamenti della donna e ricordassero diligentemente che la continua vigilanza e l'azione sono richieste per assicurare che l'uguaglianza delle donne sia ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita. A partire da quell'anno la Nazioni Unite hanno cominciato a celebrare la giornata internazionale della donna l'8 marzo.

sabato 27 febbraio 2010

Dal Vangelo di Luca

(tratto da: La voce del Volturno e invertito)

Domenica 28 Febbraio alle ore 15.30 partenza davanti la chiesa per la Santa Messa nella parrocchia di Sant’Agostino – Pescopagano

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Nella Trasfigurazione, Gesù è indicato come la vera speranza dell’uomo e come l’apogeo dell’Antico Testamento. Luca parla dell’“esodo” di Gesù, che contiene allo stesso tempo morte e risurrezione.
I tre apostoli, vinti dal sonno, che rappresenta l’incapacità dell’uomo di penetrare nel Mistero, sono risvegliati da Gesù, cioè dalla grazia, e vedono la sua gloria. La nube, simbolo dell’immensità di Dio e della sua presenza, li copre tutti. I tre apostoli ascoltano le parole del Padre che definiscono il Figlio come l’eletto: “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. Non c’è altro commento. Essi reagiscono con timore e stupore. Vorrebbero attaccarsi a questo momento, evitare l’attimo seguente della discesa dalla montagna e il suo fardello di abitudine, di oscurità, di passione.Cristo luce del Mondo illumini i nostri passi.

lunedì 22 febbraio 2010

Cancello Arnone, aderisci alla protezione civile.

Diventa un volontario di protezione civile.
Se credi che essere un cittadino significhi anche prodigarsi per
la comunità di cui si è parte,
se di fronte ad eventi calamitosi, come quello che ha colpito l’Aquila,
avverti la necessità di portare un aiuto alle popolazioni colpite,
se credi che tutto questo non debba avere un prezzo
allora fai parte della nostra associazione.


L’associazione nazionale vigili del fuoco in congedo è un’associazione di volontariato e protezione civile specializzata nell’antincendio e nel primo soccorso sanitario, che da oltre 15 anni opera sull’intero territorio nazionale. In tutti questi anni di attività, i nostri volontari, formati ed addestrati dal personale qualificato della Regione Campania e dei vigili del fuoco, hanno prestato soccorso alle popolazioni di Crotone, Quindici, Molise e dell’Aquila in occasione delle rispettive calamità naturali.

Cosa aspetti allora, manchi solo tu!


Per maggiori informazioni vieni a trovarci presso la nostra sede.

                                                   
                                              
Associazione Nazionale vigili del fuoco in congedo, volontariato e protezione civile, piazza croce 1 81030 Cancello ed Arnone (CE) info line: 3338482191 3387608631

sabato 6 febbraio 2010

Dal Vangelo secondo Luca






Fonte: www.lavocedelvolturno.com





In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Riflessione di Peppino Paolo .

da: www.lavocedelvolturno.com

Prima di essere la pietra su cui Cristo avrebbe fondato la sua Chiesa, Pietro-Simone è stato colui che ha percorso per intero il cammino pieno di passione impulsiva ed insieme di incertezze verso il suo Signore. Egli è stato in questo modo colui che ha percorso, prima di noi, l’itinerario che a ciascuno di noi è chiesto di percorrere.
Simone era un pescatore: ciascuno ha il suo lavoro e a ciascuno può capitare di faticare nel buio di tante notti e di non prendere nulla.
Ma interviene quella Presenza che chiede di lavorare sulla sua parola, cioè di vivere la propria esistenza all’interno di quell’avvenimento potente che è Cristo Signore e allora il nostro lavoro e la nostra esistenza trovano una fecondità mai prima conosciuta. In questo stesso momento ciascuno di noi percepisce la propria distanza da quell’abbraccio misericordioso ed insieme la propria estrema vicinanza.
Non saremo chiamati a fare altre cose, ma a farle per un altro scopo. Così Pietro continuerà ad essere pescatore, ma da allora in poi sarà pescatore di uomini.

sabato 9 gennaio 2010

Addio Lo Martire

La dipartita di una persona dispiace sempre, ma dispiace ancora di più per le giovani vite. Possiamo solo consolarci sapendo che un altro angelo è nato nei cieli.

foto tratta da la voce del volturno.

domenica 3 gennaio 2010

Da La Voce del Volturno

Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mond
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Riflessione a cura di Giuseppe Paolo:

L’evento dell’incarnazione del Verbo è la rivelazione perfetta e insuperabile del mistero di Dio. È nella “storia del Verbo” (san Bernardo) che l’uomo può vedere la gloria di Dio e così la vita eterna è già donata all’uomo, mentre ancora vive nel tempo.
Il disegno misterioso di Dio sull’umanità ora è pienamente svelato: a chi accoglie il Verbo fatto carne viene donato il potere di diventare figlio di Dio. L’uomo è chiamato a divenire partecipe della stessa filiazione divina del Verbo: ad essere nel Verbo Incarnato figlio del Padre. E il Padre genera nel Verbo Incarnato anche ogni uomo e in lui vede e ama ogni persona umana. È la suprema rivelazione della dignità di ogni persona umana, della singolare preziosità di ogni uomo.

Onoriamo questo santissimo Nome di Gesù, che è la liberazione del mondo.

venerdì 25 dicembre 2009

Auguri Natalizi



Dall'associazione nazionale vigili del fuoco in congedo "Volontariato e protezione civile" nonchè dalla delegazione di Cancello Arnone, auguri di buone feste.

Auguri

Auguri di buone feste

venerdì 18 dicembre 2009

Buone Feste


Auguri di Buone feste.
A tutti voi lettori.
Che questo Natale e anno nuovo siano diversi dai precedenti.


Auguri Peppino


Ogni anno che passa è un capello bianco che cresce sulla nostra testa. I tuoi quanti ne sono? Oh! perdon questo non si dice, fino a che le tue candaline sulla torta, non abbiano salutato le due cifre.
Da tutti coloro che ti circondano, auguri per ancora altri 1oo anni.



mercoledì 16 dicembre 2009

Buone Feste



Auguri di buone feste a tutti voi lettori,
a chi apprezza questo blog e chi no,
alle forze dell'ordine che tanto si prodicano per il bene del popolo,
alle istituzioni che lavorano per noi,
a scolari e studenti, uomini del domani
a chi ci critica, perchè le critiche sono il sale della vita.

lunedì 7 dicembre 2009

Buone Feste


di Pasquale Leggiero

Auguri di buone feste, a tutti voi lettori e visitatori.
Buone feste alle istituzioni.
Buone Feste ai nostri scolari e studenti perchè essi sono gli uomini del domani.
Auguri anche a chi ci critica perchè le critiche sono il sale della vita.


Da La voce del volturno


VANGELO

a cura di Giuseppe PaoloAggiungi immagineAggiungi immagine

Dal Vangelo secondo Luca

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:«Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri!Ogni burrone sarà riempito,ogni monte e ogni colle sarà abbassato;le vie tortuose diverranno dirittee quelle impervie, spianate.Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Riflessione di Giuseppe Paolo
La seconda domenica di Avvento presenta la figura di Giovanni Battista come segno della venuta della salvezza di Dio. La storia vive qui il suo culmine: il momento più atteso e più desiderato, il momento dell’annuncio del regno di Dio che comincia: il Messia sta per arrivare. Nella tradizione dei grandi profeti dell’Antico Testamento, la parola di Dio è rivolta a Giovanni nel deserto. Giovanni - figlio di Zaccaria - diventa così profeta e precursore del Messia. Malgrado le paure e il terrore che ispira, il deserto è, nella memoria religiosa del popolo di Israele, il luogo di riunione, dove Dio ha parlato al cuore del suo popolo, il luogo dove Dio è stato stato più che mai il pastore del suo gregge. Del deserto Giovanni denuncia e ricorda l’identità religiosa più particolare del suo popolo: il Dio d’Israele è fedele al suo legame e mantiene le sue promesse di salvezza. Convoca di nuovo i suoi nel deserto, per annunciare loro l’arrivo del Messia. Ma Dio si aspetta sempre dall’uomo un minimo di collaborazione ed esigerà da lui un battesimo di conversione, la purificazione dei suoi peccati, e lo sforzo di superare gli ostacoli che gli impediscono di vedere l’alba della salvezza.

Per l’immacolata 8 Dicembre 2009

Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». ». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45), ogni generazione oggi la proclama beata (cf. Lc 1,48). La Chiesa ha il compito di continuare nel mondo la missione materna di Maria, quella di comunicare il Salvatore al mondo. Il cristiano di oggi deve fare proprio il piano di Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4), proclamando la propria salvezza e lasciandosi attivamente coinvolgere nel portare la salvezza al prossimo, poiché “in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (Gv 15,8).

MATTIA